Più Pinocchio per tutti: il punto sui progetti di Matteo Garrone, Guillermo del Toro e della Disney

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Più Pinocchio per tutti: il punto sui progetti di Matteo Garrone, Guillermo del Toro e della Disney

Pubblicata per la prima volta nel 1881 da Collodi (al secolo, Carlo Lorenzini) col titolo "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino", la storia di Pinocchio è diventata nel corso degli anni un classico non solo in Italia, ma anche all'estero, grazie anche alla popolarità regalatagli dal film d'animazione realizzato dalla Disney nel 1940, secondo dei suoi Classici dopo Biancaneve e i sette nani.
Oltre a quello Disney, innumerevoli sono stati dalla nascita del cinema a oggi i film, d'animazione o in live action, che hanno adattato il romanzo di Collodi in maniera più o meno fedele, o più o meno riuscita: quasi nessuno, però, è arrivato a eguagliare la qualità del Pinocchio televisivo firmato nel 1972 da Luigi Comencini.
A lanciare una nuova sfida a quello sceneggiato leggendario, che vedeva Nino Manfredi nei panni di Geppetto e Gina Lollobrigida in quelli della Fatina, si stanno preparando in questi mesi in tre, come saprete: in casa nostra c'è Matteo Garrone, e negli Stati Uniti sono al lavoro Guillermo del Toro e, nuovamente, la Disney.
Facciamo il punto su questi progetti.

Il Pinocchio di Garrone - che potrebbe recuperare forse lo stile di Il racconto dei racconti, o chissà verso quali direzioni creative spingersi - sarebbe dovuto arrivare prima di Dogman, che il regista romano ha deciso di girare quando si è reso conto che le manovre di pre-produzione e di finanziamento del film avrebbero richiesto più tempo di quanto preventivato.
Ora tutto è pronto per iniziare le riprese nei primi mesi del 2019, tra la Toscana e la Puglia, ma finora Garrone sta tenendo sotto silenzio le sue scelte di casting, con una notevole eccezione: quella di Roberto Beningni - che a sua volta si era cimentato da regista e sceneggiatore in uno sfortunato Pinocchio cinematografico nel 2002, interpretando il bambini/burattino - nei panni di Geppetto.   

Di pochi giorni fa è invece la notizia per la quale il nuovo Geppetto della Disney, che questa volta - come da prassi recente - tramuterà il suo Classico animato in un film in live action, potrebbe essere Tom Hanks.
Quel che è certo è che, con un certa innegabile intelligenza, la Disney ha scelto per dirigere questo nuovo Pinocchio un regista che ha mostrato con Paddington e Paddington 2 di saper gestire con grande abilità il cinema fantastico e favolistico, che per di più mescola attori veri a personaggi realizzati digitalmente: l'inglese Paul King.

Last, but obviously not least, Guillermo del Toro, che invece non utilizzerà né attori in carne ed ossa né la CGI, ma che ha deciso di realizzare il suo Pinocchio con la splendida tecnica dell'animazione in stop motion, e di farsi finanziare da Netflix per la realizzazione del film.
Recentemente ospite del Marrakech Film Festival, del Toro ha dichiarato all'Hollywood Reporter che il suo "non sarà un film per tutta la famiglia", e che avrà dei chiari riferimenti politici, essendo ambientato negli anni dell'ascesa al potere in Italia di Benito Mussolini.
Per il regista messicano, poi, quella di Pinocchio è la storia di un mostro, di "una creatura creata sovrannaturalmente da un padre che poi ne prende le distanze, e che deve imparare cosa significhino fallimento, dolore e solitudine."

Tre progetti, quelli di Garrone, Disney e del Toro, che sembrano essere molto diversi e distanti tra loro, fornire tre letture diverse di quella stessa storia originale: e voi, da quale di queste vi aspettate di più?



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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