L'esercito delle 12 scimmie

Titolo originale: 12 monkeys

share

L'esercito delle 12 scimmie è un film di genere fantasy del 1996, diretto da Terry Gilliam, con Bruce Willis e Madeleine Stowe. Durata 125 minuti. Distribuito da UIP - CIC VIDEO.

VOTO DEL PUBBLICO
Grazie del tuo voto
VALUTAZIONE

4.1 di 5 su 56 voti


TRAMA L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE:

Nel 2035 la gente vive un'altra dimensione. Miliardi di esseri umani si sono estinti a causa di un virus mortale che ha infettato il mondo: l'ha scoperto il virologo Leland Goines, premio Nobel. La superficie della Terra è diventata inabitabile; i pochi superstiti vivono nelle viscere di quella che fu Philadelphia, con il virologo e la sua équipe di gelidi scienziati ed un gruppo di prigionieri. Fra costoro vi è James Cole, che viene scelto ed equipaggiato per spedirlo in quella metropoli, all'indietro nel tempo a raccogliere informazioni. Cole sbuca nelle strade nevose di una città terrificante pressoché morta, dove passeggiano le fiere e i rarissimi relitti umani. Lo spirito e le forze di Cole (il riluttante "volontario") non sono però esauriti. Preso per pazzo (e forse lo è, ridotto tale dalla convivenza con gente folle, tra cui soprattutto Jeffrey, il giovane figlio di Leland, che lo ha fatto internare): ha intuizioni acute (pensa che il destino degli uomini sia ormai decretato per sempre) però si aggrappa ad un brandello di memoria infantile: la visione di un aeroporto, dove un bimbetto assiste ad una sparatoria. Incontrata ora una psichiatra, Kathryn Railly, questa lo assiste e Cole se ne innamora. Per il "volontario" il problema è di cercare indizi ed informazioni sulla tragedia mondiale che ha colpito chi allora era vivo con l'epidemia del virus, di decifrare quella immagine infantile e, infine, di lottare contro il malvagio e folle Jeffrey, messosi a capo dell'esercito delle 12 scimmie.


CRITICA DI L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE:

"'L'esercito delle 12 scimmie' è l'esito della strampalata congiunzione di talenti eterogenei: un film bizzarro, ma messo insieme con i mezzi che Hollywood offre di regola alle più rassicuranti produzioni miliardarie; una impresa in apparenza impossibile, quasi quanto quella di cui è incaricato l'eroe della vicenda, talché ha ragione a suo modo Frédéric Strauss su 'Cahiers du Cinéma', quando sottolinea la profonda affinità esistente fra il regista e il personaggio, entrambi deputati a convincere i rispettivi committenti su un evento secondo logica inimmaginabile. Dipanare l'intricato plot del film sarebbe un delitto. Vale la pena però di segnalare che qui non è previsto un 'Terminator' o qualche altra invenzione salvifica. Nel film regna sovrano il pessimismo dell'intelligenza e non esiste volontà in grado di bilanciarlo. Il mondo è destinato a finire, non per le nostre malefatte, come vogliono i racconti morali, ma per caso: un finale non escluso dalle ipotesi scientifiche". (Callisto Cosulich 'Avvenimenti, 29 maggio 1996). "Nei 131 minuti del film trova posto una quantità eccessiva di episodi secondari, basti dire che tra un salto d'epoca e l'altro Willis va perfino a beccarsi una pallottola vera in una trincea della Prima Guerra mondiale suggestivamente evocata. Non è il caso, tuttavia, di chiedere sobrietà e plausibilità a un regista esuberante e inventivo come Terry Gilliam, la cui unica preoccupazione (e non è impresa da poco) sembra quella di tradurre l'angoscia del presente in deliri del dopodomani; e venire così incontro alla nostra brama inesausta di fantastiche inquietudini". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 11 maggio 1996). "Il paradosso più bello di questo film da 30 milioni di dollari è che nasce da un cortometraggio post-apocalittico del lontano 1962, 'La jétée' del francese Chris Marker. Naturalmente Gilliam è meno essenziale di Marker e non tutto in 'Twelve Monkeys' è perfetto, a partire da Brad Pitt nel ruolo dell'animalista schizofrenico. Ma nell'odissea dell'uomo venuto dal futuro e della bella psichiatra costretta a seguirlo, vibra un senso davvero dolente di questa fine secolo china sull'abisso del collasso ecologico. E se qualcuno ancora crede che il supermacho di 'Die Hard' non sia un attore completo, si accomodi: nell' 'Esercito delle 12 scimmie' Willis può anche piangere ascoltando la voce di Armstrong alla radio. E senza far sorridere lo spettatore, anzi". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 maggio 1996).

CURIOSITÀ SU L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE:

REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1996

SOGGETTO:

ISPIRATO AL FILM "LA RAMPA" (LA JETEE) DI CHRIS MARKER

IL CAST DI L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE:



Lascia un Commento
Lascia un Commento